Archive for the 'Torino' Category

Settimo-Torino in metro

Rassegna Stampa Italiana


Progetto sull’esempio della Rar di Parigi, treni ogni dieci minuti e fermate ogni due chilometri.
Così si eviterebbe l’invasione del traffico merci sull’asse ferroviario cittadino.


La Nuova Periferia, giovedì 10 luglio 2008

di Carlo Fontana.


La notizia che da domenica rimbalza dalle TV ai giornali è l’accordo per la realizzazione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione raggiunto all’interno dell’osservatorio sulla Torino-Lione, presieduto dall’Architetto Mario Virano.
L’importanza di questa notizia non si ferma a Torino, perchè l’accordo non riguarda solo la tratta internazionale, ma anche quella italiana, da Susa a Chivasso passando per il nodo di Torino. Per questo nel convegno sul trasporto ferroviario svoltosi a Settimo il 5 giugno scorso, il sindaco Aldo Corgiat aveva invitato tra i relatori l’architetto Virano, gli assessori ai trasporti della Regione, Daniele Borioli, e della Provincia Franco Campia, il presidente dell’agenzia per la mobilità metropolitana ed il Comitato per il nodo ferroviario di Chivasso.
Settimo è investita in pieno da questa grande opera e gli obiettivi dell’amministrazione comunale sono due: evitare che il traffico merci dalla Francia inondi l’asse ferroviario cittadino e sfruttare la ferrovia per assicurare a Settimo un servizio metropolitano verso Torino degno di questo nome. L’abitato di Settimo si estende per circa sette chilometri sull’asse della ferrovia, che può diventare una specie di metropolitana come la Rer intorno a Parigi, con treni ogni dieci minuti e fermate ogni due chilometri.


Questo è vitale nell’ottica dello sviluppo dell’area della Laguna Verde verso Torino e dell’area Pirelli sulla ferrovia per Volpiano, ma anche nella prospettiva di una mobilità sostenibile e veloce. Nel convegno si era registrata la convergenza tra gli interessi settimesi e gli obiettivi della proposta del Comitato per il nodo ferroviario di Chivasso che prevede un raccordo a Est di Chivasso dalla linea storica all’alta Capacità e all’incrocio fra le due linee una stazione di interscambio a due livelli: uno sull’alta capacità per i treni interregionali per Santhia-Milano che viaggerebbero in parte sull’Alta Capacità e in parte sulla linea storica tra Santhià e Novara, l’altro sulla linea storica, dedicata esclusivamente ai treni metropolitani per Settimo-Torinese.
Così sarebbe possibile che le linee da Orbassano, Avigliana e Carmagnola che il piano attuale del servizio metropolitano ferma alla stazione di Torino Stura, proseguano verso Settimo e Chivasso, garantendo un servizio metropolitano non solo su Torino, ma anche da e per le zone Sud e Ovest dell’area metropolitana.
Settimo sarebbe così al centro di un efficiente servizio di trasporto ferroviario, che va a integrare e sviluppare l’attuale linea suburbana Chieri-Torino-Settimo-Rivarolo, con evidenti vantaggi non solo sul piano trasportistico ma anche come occasione di localizzazioni imprenditoriali ed istituzionali di medio e alto profilo, grazie al facile accesso da tutta l’area metropolitana. Ma anche la possibilità di un rapido e frequente collegamento da una parte con la stazione di Torino Porta Susa e dall’altra con la prospettata stazione porta di Chivasso verso Milano, Canavese e monferratto metterebbero Settimo in una posizione strategica.
Questi collegamenti ferroviari non porterebbero danni ambientali, perchè i treni merci viaggerebbero sull’alta capacità fino a Chivasso e l’amministrazione comunale sostiene il progetto di interramento della ferrovia che attraversa la città: in questo modo il risultato sarebbe quello di una metropolitana, utile anche per muoversi all’interno della città. Perchè questi obiettivi diventino realtà è fondamentale la sinergia tra le varie istituzioni e i comuni di Settimo e Chivasso, anche per dare valore tecnico e politico al quadro progettuale da Settimo al nodo ferroviario di Chivasso.

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Stura-Settimo Torinese, collegamento metropolitano come la RER

Rassegna stampa italiana


La Stampa, 11 maggio 2008

Articolo disponibile in formato PDF sul sito della rassegna stampa del comune di Torino
documento n. 76740002.pdf

Per la linea storica un futuro alla parigina
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Le trattative sul tracciato del supertreno.

di Maurizio Tropeano

Contestato in Valsusa il comitato di pilotaggio voluto dalla Provincia di Torino per accompagnare il piano strategico per il rilancio dei territori attraversati dalla Torino-Lione ha iniziato ad elaborare delle proposte per superare uno dei punti critici del nodo di Torino, quello tra Stura e Settimo.

Uno dei temi comuni è quello della mobilità sost4enibile. I progetti di attraversamento del nodo di Torino presentati da Rfi prevedono di far pasare i treni merci che arrivano dalla Gronda della linea storica prima di collegarsi con la linea veloce per Milano all’altezza di Settimo. Progetti contestati dai sindaci della zona tanto che Aldo Corgiat, primo cittadino di Settimo, ha posto un aut aut: “Far passare 100 treni sulla linea storica è un fatto inaccettabile che rischia di far nascere sul nostro territorio u’opposizione sul modello Val Susa“.

Un rischio da evitare. E così l’altro giorno, proprio a Settimo, il commissario straordinario per la Torino-Lione, Mario Virano, ha ipotizzato una soluzione alternativa. L’ipotesi è di utilizzare la linea storica solo per il collegamento metropolitano sul modello della Rer parigina e del sistema ferroviario metropolitano studiato dall’Agenzia per la Mobilità guidata da Giovanni Nigro. I treni merci e i convogli passeggeri del servizio interregionale sarebbero instradati sulla linea ad alta velocità per Milano che anche nelle più rosee previsioni di aumento del traffico verrebbe utilizzata al massimo per il 60% delle sue possibilità.

In quella riunione a cui ha partecipato anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Torino, Mario Viano, il sindaco Corgiat ha integrato la proposta del presidente dell’Osservatorio con l’idea di costruire una stazione intermedia tra Stura e Settimo nell’area chiamata “Laguna Verde“, cioè la riqualificazione urbana di una vasta area industriale. L’attuale stazione di Settimo continuerebbe a fare da snodo per i collegamenti ferroviari con il Canavese e la Val d’Aosta.

Adesso toccherà alle ferrovie valutare se questo progetto potrà essere realizzato dal punto di vista tecnico e trasportistico. Sulla carta dal punto di vista economico il progetto sembra meno costoso di quello del quadruplicamento e dell’interramento dell’attuale linea storica perchè Corgiat ha ribadito con forza che l’idea di far passare cento treni al giorno all’interno della città di Settimo non è accettabile.

Anche per l’Agenzia per la Mobilità la tratta Stura Settimo rappresenta uno dei problemi da risolvere. Senza interventi aggiuntivi – la Gronda merci o questa ipotesi alternativa – nel 2012 con il Passante ferroviario completato il livello di saturazione di questo pezzo di linea ferroviaria raggiungerà l’85%. Secondo i tecnici sono necessari altri studi di approfondimento. Già domani nella riunione dell’Osservatorio dovrebbero essere forniti i dati aggiornati sul nodo di Torino con la compilazione di un quadro orario che dovrà tener conto del passaggio di 950 treni al giorno con la presenza di “rigidità”, cioè la necessità di rispettare i tempi di viaggio per i treni passeggeri e per i convogli merci inseriti nel progetto di Autostrada ferroviaria.

Il problema del nodo di Torino non è dato dal numnero di treni in transito ma dall’intersezione delle tratte in alcuni punti critici. Per calcolare i passaggi dal bivio Crocetta, ad esempio, si dovrà tener conto di 162 intersezioni. Aol bivio Pronda gli intrecci sono 104. Crocetta e Pronda rappresentano gli altri due punti critici dell’attraversamento urbano dei collegamenti ferroviari. Poi ci sono altre zone a rischio: qudrivio Zappata, la stazione del Lingotto e quelle Rebaudengo e Stura.

Intervista a Pier Paolo Maggiora

Rassegna stampa italiana
La Stampa, 15 aprile 2007

Riproponiamo l’intervista a Pier Paolo Maggiora pubblicata sul quotidiano “La Stampa” di Torino il 15 aprile 2007. L’articolo disponibile in formato PDF sul sito della rassegna stampa del comune di Torino documento n. 58903921.pdf

Torino, l’architettura del pieno e del vuoto

I giochi olimpici hanno portato nuovi innesti architettonici a Torino, ma la rivoluzione stilistica che molti si aspettavano non è arrivata. La città è piaciuta ma perchè non riesce ad essere glamour? Ne parliamo con uno degli artefici della Torino olimpica, l’architetto Pier Paolo Maggiora, che fra l’altro, ha realizzato insieme con Arata Isozaki, il progetto Palahockey e il parco del Comunale ed ora si sta occupando dell’ex area Fiera di Milano.

Chi arriva a Torino cosa nota, in particolare della città?

Il forestiero rimane impressionato dal suo rapporto con la natura, l’acqua, le colline, le Alpi. Poi viene colpito dal suo impiango antico originato dalla storia romana che improvvisamente si interrompe. Torino non ha architettura medievale., La sua storia, come architettura, riesplode nel tardo Cinquecento fino a diventare capitale con un progetto urbano straordinario. Per questo penso che appaia come la città dei piei e dei vuoti coniugati anche nell’architettura oltre che nella sua storia”.

E il confronto con altre capitali europee.

“Non c’è paragone con Berlino o Parigi. Non è detto che se Torino avesse scimiottato quel tipo di interventi così forti avrebbe migliorato se stessa. Ha già una sua peculiarità e non ha bisogno di modelli. Ciò che conta è restare coerenti con la storia che ci presenta due indicazioni, una di origine generale ed è la globalizzazione l’altra è il saper leggere il passato come contemporaneità. La storia della città offre indicazioni preziose da cui non ci si può distrarre e che derivano dalla storia stessa della città. Per esempio, l’Arte Povera ha aperto un discorso rilevante nel dibattito artistico perchè ha saputo leggere il passato, non come esaltazione nostalgica ma come ricerca propulsiva. Il passato è servito per aprire una visione più ampia verso il futuro e questa credo sia una lezione su cui riflettere”.

Come può cambiare la progettazione architettonica di Torino?

“Il tema della globalizzazione può diventare utile, fondamentale se si apre a un dialogo interculturale, come è accaduto per le Olimpiadi dove ho dialogato con un’altro professionista; ora mi capita a Milano e siamo in quattro. La direzione dello sviluppo va solo in questo senso: dare respiro a dialoghi progettuali transculturali, con approti di provenienze diverse per generare una crescita qualitativa, altrimenti si resta ancorati agli interessi personali, circoscritti e poco costruttivi.

[IRE. CAB]


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